"Ora più che ognuno riclama libertà". Stato e Chiesa in abruzzo durante la rivoluzione unitaria.

Per il Comune di Civitella del Tronto è una occasione per ricordare il significativo ruolo che la fortezza e il paese intero hanno giocato in quei giorni in cui si compiva il processo di unificazione nazionale sotto la bandiera piemontese.
Realizzata dalla Soprintendenza Archivistica per L’Abruzzo in occasione delle celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia, la mostra si basa su una ricerca documentale condotta prevalentemente presso gli archivi diocesani 
di Teramo, Chieti e Lanciano con l’intento di ricostruire in chiave locale i riflessi sociali e politici della grave crisi del rapporto stato-chiesa durante il periodo  risorgimentale fino all’unificazione. 
I documenti sono organizzati in un percorso cronologico che tocca, a partire dal periodo precedente i moti del 1848, i momenti salienti che hanno portato all’unificazione: i moti, la Costituzione, la Repubblica Romana e la repressione del brigantaggio. La composizione ed il taglio, inoltre, la rendono  adatta e fruibile  dal mondo scolastico.
Sullo sfondo della grande storia nazionale, la documentazione selezionata, composta di atti ufficiali e corrispondenza, ci consente di seguire le vicende di due diocesi abruzzesi, quella teatina e quella aprutina, note per essere rette da vescovi 'conservatori' fedeli al regno borbonico e restii quindi a fornire il loro sostegno alla  monarchia sabauda. La minaccia “giacobina”, rappresentata dai Piemontesi, produsse una diaspora dei vescovi meridionali  che lasciarono,in segno di protesta, le proprie sedi. Non diversamente l’Arcivescovo di Chieti  preferì ritirarsi a L’Aquila, sua città natale, facendo ritorno in diocesi solo nel dicembre 1866. Il Vescovo aprutino Michele Milella, invece, dopo aver rifiutato di celebrare il 
Te Deum in occasione della festa dell’unificazione e dello Statuto indetta per la prima domenica di giugno del 1861, venne posto sotto stretta sorveglianza e quindi arrestato.
La mostra è corredata da una pubblicazione dallo stesso titolo a diffusione gratuita da richiedere alla Soprintendenza archivistica. Nella pubblicazione si segnala, oltre al catalogo, un ampio ed articolato studio di Federico Roggero che ricostruisce in chiave locale quel periodo della nostra storia cui la storiografia del novecento spesso si riferisce come  ‘rivoluzione unitaria’.

La mostra è a carattere permanente ed è visitabile secondo gli orari di apertura della Fortezza.